Burocrazia per piscine

CHE PERMESSI SERVONO?

Per costruire la piscina, in base al Testo Unico dell’Edilizia 2001, è necessario presentare una DIA (denuncia di inizio attività) al Comune, debitamente compilata da un professionista abilitato. A questo punto è sufficiente che trascorra un periodo di 30 giorni al termine del quale, se non vi sono obiezioni da parte del Comune, è possibile procedere con i lavori. Possono pero’ esistere procedure differenti a seconda del piano regolatore varato dal Comune di appartenenza: informarsi sempre presso l’ufficio tecnico comunale sulla possibilità di costruire la piscina e su eventuali vincoli imposti (eventuali caratteristiche progettuali da rispettare, forma, colore,…). Verificare inoltre se esistono vincoli di tipo paesaggistico o protezione del territorio da parte delle Belle Arti e rivolgersi agli Enti preposti per la richiesta di ulteriori autorizzazioni che faranno aumentare i tempi di attesa. Per le piscine interne puo’ essere richiesto il permesso di costruzione con tempi d’attesa di circa tre mesi.

L’ABITAZIONE PASSA NELLA CATEGORIA DI LUSSO?

Soltanto una piscina che supera gli 80 mq di superficie potrebbe far subire una variazione sulla classificazione catastale a casa di lusso. Se la piscina è di dimensioni inferiori agli 80 mq oltre a tale parametro l’abitazione, per essere considerata di lusso, deve presentare almeno altri 4 requisiti, tra una serie di elementi da verificare presso l’ufficio tecnico comunale (cfr Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 2 Agosto 1969 – es: superficie abitazione superiore a 160mq, superficie terrazze superiore a 65mq, presenza di ascensori-montacarichi, presenza di rivestimenti con materiali pregiati, presenza di decorazioni pregiate, …).

 

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